Quel vuoto che hai sempre sentito ha una risposta.
Gli esseri umani sono più connessi che mai, eppure ci sentiamo soli. Perché? Quella profonda inquietudine non è casuale. È nostalgia di Dio. La Bibbia dice che siamo separati da Colui che ci ha creati. Ed ecco l'affermazione sconvolgente della Bibbia: puoi sapere, proprio ora, che appartieni a Lui.
“Vi ho scritto queste cose… perché sappiate che avete la vita eterna.”
Quando ti senti davvero a casa? E quando invece senti di cercare ancora il tuo posto?
La vita eterna è conoscere il Dio vivente (Giovanni 17:3). Pensa a quella nostalgia di casa che non se ne va mai del tutto. La Bibbia risponde proprio a quel desiderio. La certezza è fidarsi di Colui che ha attraversato la distanza per trovarti.
La nostra ricerca di una casa inizia e finisce in una relazione d'amore con Dio. Le relazioni si basano sulla fiducia. Non puoi amare qualcuno profondamente senza credere a ciò che dice. Se Dio ha agito nella storia attraverso Gesù Cristo e ha fatto promesse, fidarsi di Lui è in realtà un atto di umiltà. Come scegliamo di fidarci di Dio? Lo prendiamo in parola.
La certezza si basa su ciò che Dio ha fatto, non sul tuo umore di oggi. La Bibbia dice che puoi sapere di avere la vita eterna (1 Giovanni 5:13), e che la pace nasce dall'essere giustificati davanti a Dio per fede, non dall'essere bravi (Romani 5:1). Non siamo noi a salire verso Dio. È Lui che viene da noi.
La domanda a cui dobbiamo rispondere non è 'Ho fatto abbastanza?' Piuttosto, la domanda è 'Lui ha fatto abbastanza?' La resurrezione è la risposta di Dio: Sì.
Riferimenti biblici
“Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.”
“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.”
“Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.”
Rifletti su questo
- Cosa significherebbe per te conoscere Dio personalmente, non solo credere che esista?
- Come cambierebbe il tuo approccio alle domande spirituali se avessi la certezza della vita eterna?
Come si può essere certi di qualcosa di così grande come la vita eterna?
La sicurezza cristiana non guarda a noi stessi, ma a Dio. Il peso riposa su di Lui, non su di te. Anche una mano tremante può afferrare un Salvatore forte. I primi cristiani non dicevano 'impegnati di più', ma 'Lui è risorto'. La loro fiducia era nel carattere di Gesù Cristo e nella Sua resurrezione. Dio ha agito nella storia e promette il perdono a chi si affida a Suo Figlio, quindi la certezza sta semplicemente nel prenderLo in parola.
La certezza non è arrogante o addirittura pericolosa?
La certezza diventa tossica solo quando riguarda noi. La certezza del Vangelo riguarda Cristo—e questo ci rende più gentili. Le persone salvate per grazia non hanno nulla da dimostrare. L'umiltà cresce perché non abbiamo nulla di cui vantarci. La gratitudine cresce perché tutto è un dono. Il risultato non è guardare gli altri dall'alto in basso; è umiltà.
Non è solo un'illusione per sentirsi meglio?
Il Cristianesimo inizia con un'affermazione sulla realtà. Il Nuovo Testamento ti invita a verificare i fatti (vedi 1 Corinzi 15). Se Gesù è risorto dai morti, la speranza è reale, non solo una sensazione. E il messaggio non è esattamente quello che ci inventeremmo noi: ci dice che siamo peccatori che non possono salvarsi da soli. Il conforto è reale, sì, ma solo perché la notizia è vera.
E se non mi sento diverso, posso saperlo lo stesso?
I sentimenti sono reali, ma cambiano. La certezza si fonda su una promessa e su una Persona. Pensa al matrimonio: non ti svegli ogni giorno sentendoti sposato, ma l'impegno rimane. Col tempo vedrai dei cambiamenti: nuovi desideri per Dio, dispiacere per il peccato, amore per le persone. Ma il tuo fondamento è Cristo, non le tue emozioni mutevoli. Resta vicino a Gesù; l'amore cresce man mano che cresce la relazione.
